Oggi i bambini associano le mascherine all’ansia e alla paura. Come noi. E’ importante aiutarli a sciogliere questa emozione e soprattutto a non affrontarla in solitudine. Come fare?  

Per prima cosa bisogna aiutare i bambini a riconoscere le emozioni, a condividerle e a legittimarle. Esprimendo le nostre a voce alta, dopo averle filtrate con consapevolezza: “la mamma si sente un po’ spaventata…”. Se siete in difficoltà a farlo potete iniziare leggendo storie con protagonisti che affrontano situazioni simili. Ce ne sono moltissime perciò non vi perdete d’animo e leggete ai vostri bambini senza timore: è un rimedio a tutti i mali e non ha controindicazioni.

Una volta riconosciute le emozioni, occorre spiegare ai bambini che nessuna emozione è sbagliata, ci sono solo comportamenti sbagliati. Raccontando anche di noi. La condivisione è un elemento fondamentale della relazione educativa: si impara anche così, mettendosi nei panni degli altri. Gli adulti devono essere consapevoli e fare attenzione: non bisogna scaricare addosso ai più piccoli emozioni grezze, non elaborate, che potrebbero travolgerli.

Mettere la testa sotto il tappeto per far finta di niente non funziona: i più piccoli hanno antenne incredibili che captano tutto! Percepiscono la realtà, non il nostro racconto della realtà. E se bariamo se ne accorgono: meglio evitare.

Allora, in sintesi, cosa fare per esorcizzare la paura delle mascherine e quindi della malattia?

Diamo modo ai bambini di rilasciare le emozioni negative, che tolgono energia e ritornare alle emozioni positive, che ci danno energia, usando la creatività e il gioco.

Fare le mascherine in casa per sé e per i propri familiari è un’ottima occasione per sperimentare un’abitudine “a cambiare il veleno in medicina”: una lezione per la vita.

Possiamo iniziare costruendo e personalizzando a piacere le nostre mascherine. Il lavoro manuale, l’uso del disegno e dei colori, con la compagnia di persone che ci vogliono bene ci aiutano ad elaborare e integrare le esperienze di questi giorni. Stando molto attenti a seguire il ritmo e il tempo dei bambini, non il nostro.  La mancanza di fretta aiuterà il bambino a godersi ogni passaggio. Poi potremo, per esempio, giocare con loro per “mascherarsi” a casa.

Ampliando il gioco con veri e propri travestimenti: faccio il medico, l’infermiere, il mago delle pulizie. La mamma fa la paziente. La dottoressa. Guida l’ambulanza.

Poi lo faccio io… La drammatizzazione in scenette è utilissima per cambiare umore e integrare tutte le emozioni in gioco. Vi farà pensare. Vi farà ridere. Vi farà emozionare. E vi sorprenderete. dei risultati.

Trovi qui il video tutorial per realizzare le mascherine

Approfondimento: La lettura condivisa

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