Il nostro obiettivo è cambiare in meglio la realtà facendo bene il nostro lavoro.
Per riuscirci coltiviamo l’arte della presenza e della competenza. Siamo delle costruttrici e dei costruttori di reti sociali. Come segugi, scopriamo e seguiamo le tracce: passaggi importanti, esigenze non soddisfatte, bisogni nascenti e in crescita.

Come esperte ricamatrici, ci prendiamo cura della rete energetica in cui tutti noi viviamo.
Rinnoviamo le reti di appartenenza. Le ricuciamo alle comunità. “Diamo dei punti” quando le trame si allentano e rattoppiamo i buchi: generiamo e manteniamo in salute le connessioni vitali che ci collegano gli uni con gli altri e ci sostengono. Più sono forti loro, più siamo forti tutti.

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Leggere è importante. Lo sentiamo ripetere, in diverse circostanze e in vari contesti, da sempre. Ma, quando parliamo di bambini molto piccoli, il come, il quando, e il che cosa è spesso lasciato alla buona volontà e all’improvvisazione degli educatori, siano essi professionisti o genitori alle prime armi.

Eureka! si è posta il problema e ha avviato una stretta collaborazione con il LIEPP1 di Parigi.

Dall’analisi delle ricerche a livello internazionale emerge che la lettura in famiglia è una pratica diffusa ma rara nelle famiglie meno istruite e più povere. Molti genitori pensano anche che non sia praticabile con i bambini in “età da nido”, “mentre sappiamo, al contrario, che iniziare la lettura parentale, cioè all’interno del gruppo familiare, sin dal secondo anno di età è essenziale per lo sviluppo socio-cognitivo ed emozionale del bambino, sviluppo che conosce proprio nella fascia 2-4 anni un momento particolarmente decisivo per la sedimentazione di capacità e atteggiamenti decisivi per le abilità comunicative successive”, come afferma il professor Barone di Sciences Po.

Inoltre, nelle famiglie dove la lettura di libri è praticata, molto spesso questa coinvolge solo la madre (e non il padre o altre figure parentali) e il bambino è relegato ad un ruolo di ascolto passivo, quindi l’interazione genitori-figli è piuttosto limitata e unidirezionale.

La lettura in famiglia, con un approccio dialogico, può invece fare la differenza: potenziare lo sviluppo linguistico dei bambini, ampliare il loro vocabolario, potenziare le loro capacità interpretative e narrative. A loro volta, queste competenze linguistiche sono fattori determinanti per la riuscita scolastica successiva e per la prevenzione degli abbandoni scolastici precoci e dei fenomeni di ritardo e dispersione scolastica.

Da queste premesse ha preso avvio la sperimentazione del Dialogical Reading, la nuova metodologia di intervento di lettura interattiva sviluppata dal LIEPP e collaudata con successo nei nidi gestiti da Eureka. La sperimentazione è stata possibile grazie al progetto Un due tre stella, finanziato da Con i bambini, il fondo che supporta le attività di contrasto alla povertà educativa.

Il primo passo necessario a questo approccio poggia sull’idea che sia necessario informare i genitori dei benefici di un avvio precoce della lettura, estesa alla rete parentale più ampia, spiegarne i benefici e accompagnare questa pratica con laboratori che mostrano concretamente come leggere libri al fine di aumentare il coinvolgimento dei bambini e di arricchire più efficacemente il loro sviluppo linguistico e cognitivo.

I risultati al termine del primo anno di sperimentazione evidenziano un effetto non uniforme: si rileva un incremento non sostanziale delle competenze dei bambini di famiglie italiane e con competenze di vocabolario medie o alte, mentre viene rilevato un effetto più significativo sui bambini di famiglie allofone o bilingui. Il metodo sperimentato, quindi, impatta sulle famiglie meno istruite e con un forte background migratorio, ovvero le famiglie più a rischio di povertà educativa.

1Laboratoire Interdisciplinaire pour l’Evaluation des Politiques PubliquesSciences Po, unità di ricerca di eccellenza finanziata dal Ministero dell’Istruzione francese e riconosciuta a livello internazionale.

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L’economia italiana annaspa, ma Eureka fa eccezione. E anche quest’anno conferma la regola: i conti tornano.

«Siamo diventati più di 400 – spiega la presidente Eleonora Bortolotti -. E abbiamo superato i 10 milioni di euro di fatturato. La strada che abbiamo scelto paga».

Sicurezza e qualità sempre al centro. Un codice etico in evoluzione che mette in pratica i nostri valori nella realtà lavorativa di tutti i giorni. E un investimento fortissimo nellaformazione.

«Vogliamo superare di slancio i confini dell’eccellenza professionale per arricchirci come persone e darci una potenza di trasformazione maggiore. Come possiamo cambiare in meglio la realtà? Lavorare meglio? Essere motori di cambiamento – continua Eleonora Bortolotti – richiede intelligenza, consapevolezza e visione. Una visione sempre più ampia. Che ci fa capire

cosa succede fuori dal nostro piccolo. Dove va la società».

«Condividiamo quello che ci piace. Che ci entusiasma. Che apre la mente. Arte, cultura, spettacoli: abbiamo creato un punteggio che valorizza l’autoformazione. Ci divertiamo a usare creatività e inventiva. A scambiare punti di vista. A stare al passo coi tempi per prevedere cosa fare. E farlo».

Eureka ha investito anche in macchinari strategici e immobili. «Abbiamo comprato un nuovo bellissimo trattore per il gruppo del Verde. Per le risorse umane e l’amministrazione abbiamo assunto nuove persone e acquistato i nuovi uffici in via di Vittorio, di fronte alla nostra sede storica».

Eureka si sta muovendo bene e su fronti diversi: «Stiamo per lanciare Mecchegno – continua la presidente – un gioco meraviglioso per progettare e realizzare arredi e giochi in legno montando e smontando gli elementi componibiliUn gioiellino per bambini e famiglie che racchiude tutta l’esperienza di Eureka e di Xiloidea, la nostra falegnameria creativa».

La rete sociale intessuta a Varese continua a crescere. WeMi e i suoi servizi family friendly, cioè “amici” delle famiglie, anche.

«Per i nidi Milano siamo in attesa dei risultati della gara. Sapremo gli esiti entro luglio. Speriamo di vincere e di restare negli stessi nidi. Siamo entrati a far parte della comunità. Le famiglie contano su di noi: un passaggio importante per cambiare passo. La continuità aiuta tutti a fare meglio e di più. Nel frattempo c’è stato il rinnovo del nostro contratto che prevede un incremento vicino al 6%. Sono contentissima: era ora!».

Mentre scriviamo abbiamo aperto il nuovo nido di Sant’Angelo Lodigiano, con i primi iscritti per l’estate. Ci fa particolarmente piacere offrire un servizio di alto livello in un quartiere con molte case popolari: per le famiglie e i bambini sarà una bella ventata d’aria fresca.

«Speriamo di chiudere un altro capitolo importante – sottolinea Eleonora Bortolotti – la ristrutturazione di Cascina Cappuccina». Complicatissimo l’iter burocratico con enti diversi che comunicano poco tra loro. « Cascina Cappuccina diventerà ancora più bella. Per noi e per gli altri».

Il prossimo anno continuiamo il percorso etico allargandolo a tutta Eureka e iniziando a coinvolgere committenti e genitori. A partire dai nidi.

ASSEMBLEA SOCI 2019

BRUNO MAINO SPIEGA I NUMERI

Eureka ha tenuto al sicuro il posto di lavoro di tutti e trovato un’occasione d’impiego per molte altre persone. Lo ha fatto continuando a crescere e a migliorare. Il fatturato ha superato i 10 milioni di euro. Gli addetti sono saliti a 417, al 95% donne. L’impresa ha tenuto fede a tutti i suoi impegni. Questo vuol dire che ha sempre pagato gli stipendi a fine mese. Ma è riuscita anche ad alzare la posta investendo in macchinari, immobili e conoscenza. Continuando a spendere per la qualità della vita e del lavoro delle sue persone con intelligenza e senza paura.

Il risultato è che ha consolidato il patrimonio e il capitale umano insieme. Facendo leva anche sulle fasce considerate tradizionalmente “deboli” nel mercato del lavoro. In particolare le donne. «La fortuna non c’entra – sottolinea Bruno Maino, il nostro commercialista, spiegando i numeri del bilancio -. Qui si vede la buona gestione dell’impresa andare a toccare tutti gli ambiti. Fino ai minimi dettagli».

L’andamento generale dell’economia e la diminuzione delle spese pubbliche per il welfare sono un “virus” che indebolisce molte imprese sociali e di servizi. Eureka ha scelto di rilanciare con una gestione oculata e saggiaDando gambe ai grandi sogni. Quelli importanti per tutti, come Cascina Cappuccina.

«Facciamo servizi di cura eccellenti, alzando contemporaneamente il Pil e la felicità interna di Eureka – spiega Eleonora Bortolotti – e delle comunitàUsiamo anche i cervelli e le capacità delle donne, su cui vale la pena investire. Per cambiare il mondo servono tutte le intelligenze e le competenze possibili. Vogliamo trovarle, rafforzarle, inventarle se mancano. Non lasciarne a casa la metà. Consolidando l’impresa e il futuro dei figli. La vita e la terra. Insieme».

Economia della conoscenza in pratica. Economia che funziona.

ASSEMBLEA SOCI 2019

COS’E’ L’ETICA?

Cos’è l’etica? Dal greco Ethos: costume, abitudine.

L’etica è la prima cura che si può e si deve avere per la propria vita. È una via di pensiero, di domande, di risposte e di coerenza.

L’etica si cura della condotta umana secondo ciò che è giusto e che non lo è”.

Save the children ONG

Eureka nasce per fare buoni servizi di cura: si occupa di etica tutti i giorni, da sempre. Forse per questo l’idea di approfondire ancora l’argomento è nata dalle coordinatrici dei nidi, le educatrici di una volta, oggi il punto di riferimento delle nuove arrivate. Crescere significa cambiare gruppo di lavoro, avere nuovi colleghi e responsabilità: più diventiamo grandi, più diventa importante condividere la visione pedagogica ed educativa. Un’operatrice che ne sostituisce un’altra sarà una persona diversa con caratteristiche uniche. Ma lo stile Eurekadev’essere comune, come un filo che lega idealmente tutti i gruppi di lavoro. «Il codice etico definisce le modalità per rispettare i nostri valori, ma è soprattutto uno strumento pratico per prevenire il rischio di condotte sbagliate – spiega Cristiana Piloni, coordinatrice responsabile dei nidi -. Un rischio che abbattiamo lavorando insieme, in un’ottica di condivisione e sostegno reciproco. Alla base dei comportamenti lesivi e dei maltrattamenti spesso ci sono la solitudine e il born out degli operatori.  Per questo in Eureka il lavoro di cura è un lavoro d’équipe, che rinforza la trasparenza e la fiducia reciproca».

Chi pensava che il corso non fosse per lui ha cambiato idea. Tutti siamo adulti nei confronti di figli, nipoti, persone più piccole. Tutti lavoriamo con dei colleghi e per gli altri.

I comportamenti sbagliati, quelli da “semaforo rosso” sono i più facili da identificare. Come evitarli? «Con la pratica dell’educazione positiva – hanno risposto Antonella Tedesco e Irene Gullo, coordinatrici di nidi –». Dare fiducia. Valorizzare le risorse e le competenze degli altri. Chiedere aiuto. Essere empatici e comunicare bene… Gli esempi a due voci hanno toccato tutti gli aspetti del nostro lavoro. L’occasione per una veloce radiografia professionale e personale, che ha strappato più di una risata.

Interessante anche la riflessione di Melania Pisanu: «le nostre operatrici – ha spiegato la referente storica di CuraMI, WeMI e Pronto Trivulzio – devono tenere conto di interessi e diritti diversi, a volte in contrasto tra loro. Come quelli dei nonni e delle loro famiglie, delle assistenti familiari e di chi le cerca o ne ha bisogno».

Succede spesso che le aspettative e le richieste nei confronti delle badanti siano eccessive.  Ma a volte sono del tutto fuori luogo, in netto contrasto con i valori dell’operatore che gestisce il servizio. In questi casi la gestione dei rapporti e delle responsabilità reciproche richiede un livello superiore di professionalità  e il codice etico diventa una guida per muoversi nel modo giusto». Un esempio d’attualità è il confine tra gli stereotipi  e i pregiudizi razziali: davvero facile da oltrepassare ».

Il viaggio verso una consapevolezza maggiore nei confronti dei bambini, dei cittadini, dei colleghi, ha portato a questo corso come il primo di una serie di passi per definire il codice etico aziendale. Ora il testimone passa ai singoli servizi. «Nei nidi –conclude Cristiana Piloni – l’anno prossimo, inizieremo a coinvolgere le famiglie e i committenti. Chi entra in contatto con noi sentirà la differenza.

ASSEMBLEA SOCI 2019

UN SEGRETO CHE CI FA ONORE

Ci sono cose anche importanti che non si possono comunicare ufficialmente al pubblico.

Quando succede qualcosa di brutto ai bambini piccoli i committenti, le forze dell’ordine, lo scoprono dopo mesi di controlli serrati e intensi. Di video girati di nascosto, che mostrano l’ambiente in cui è successo il fatto in tutti gli aspetti. Lo sappiamo dai giornali. Questo tipo di controlli si fa anche a campione, a scopo preventivo. A noi è successo. L’abbiamo saputo dopo, a verifica conclusa da tempo.

Cos’hanno scoperto filmandoci? Che i nostri comportamenti e agiti educativi sono corretti e tutto è a norma di legge. Nel corso di etica abbiamo imparato che ci sono modi di fare che non sono il massimo per i bambini. Cose che non bisognerebbe fare, ma che a volte capitano. Da noi non è mai successo. C’è commozione in sala. Silenzio. Nessun appunto nemmeno minimo a fronte di un controllo così approfondito è un risultato che ci fa onore. Noi siamo così. Appassionati e leali. Possiamo guardare tutti negli occhi.

ASSEMBLEA SOCI 2019

EUREKA PEOPLE

Rita Antonioli non poteva proprio venire. La nostra artista del cuore ha trovato comunque il modo di fotografare gli oltre 300 partecipanti arrivati in Cascina Cappuccina per l’assemblea. Ne è nata Eureka People una serie di scatti fatti per interposta persona da Riccardo Tarantola, con la direzione artistica di Rita.

Fotografa preferita di Patty Smith, Rita Antonioli http://www.aerreimage.com/è premiata e apprezzata in tutto il mondo per reportage, art photography e ritratti d’autore.

Paragonata a Caravaggio, l’ultima mostra quest’anno alla Triennale di Milano. Gli ultimi scatti per il Financial Times.

A noi del sociale, a parte qualche vanitoso, non piace farci fotografare. Non ci interessa la forma. Lei lo sa bene. Perché ci fotografa da anni. Un reportage ininterrotto, uno sguardo sempre attento e rispettoso di tutti. Un segno di stima che vale.

Ha continuato a fotografarci perché ama quello che vede, la storia al servizio del pubblico. Come noi amiamo quello che facciamo. Anche se a volte l’abbiamo fatta penare, lei fotografa che ci mettiamo l’anima. Racconta chi siamo. Come lavoriamo. Facendo vedere anche agli altri il bello che c’è. Che si può fare. Che facciamo. Noi, Eureka people. Ci ha fatto ricordare Gianni Berengo Gardinhttps://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Berengo_Gardin anche lui molto rispettoso. Un uomo eccezionale, con lo sguardo limpido e diretto di chi ha l’anima negli occhi. Venne in Eureka quando entrammo nelle prime 30 imprese italiane guidate da donne. Rimase fuori ad aspettare perché c’eravamo dimenticate che non avevamo campanello. Ci fotografò con bambini e cani, nella confusione di un ufficio già stretto, felice del suo lavoro. Un uomo paziente e garbato, che non faceva capire chi era: il più importante fotografo italiano del XX secolo, uno dei più bravi al mondo. L’abbiamo chiamato poi per chiedergli se potevamo usare le sue foto. Ci invitò ad andare a prenderle a casa sua e ce le regalò. Un vero gentleman.

Questi sguardi d’artista fanno crescere. È una fortuna incrociarli. Vale la pena cambiare. Vale la pena anche di farsi fotografare da persone così.

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Se la storia del formaggio ha una tradizione millenaria, la ricotta non è da meno. Così sembra leggendo la descrizione dell’ingresso di Ulisse nella grotta di Polifemo. Approfittando dell’assenza del rude Ciclope, l’eroe osserva attentamente l’ambiente e non gli sfuggono gli arnesi usati dal primitivo casaro: graticci appesantiti dai caci, secchi e vasi nei quali mungere il latte e boccali traboccanti di siero.

Forse già Omero, circa tremila anni fa, distingueva il formaggio dalla ricotta, sapendo che quest’ultima si ricava dalla parte liquida che si separa dalla cagliata durante la produzione del formaggio, il siero appunto. Nelle produzioni moderne il siero residuo viene riscaldato, cioè ri-cotto, ad una temperatura di circa 80°, ottenendo, per coagulazione, morbidi fiocchi bianchi che si compattano sgocciolando negli appositi contenitori forati.

Considerata nel passato un cibo povero, tipico delle realtà contadine, è oggi molto rivalutata per la sua versatilità in cucina e per la sua qualità nutrizionale.

Le proteine presenti sono ricche di aminoacidi essenziali, cioè di quelle componenti proteiche che il nostro organismo non produce in modo adeguato e che, quindi, dobbiamo introdurre attraverso l’alimentazione. I micronutrienti sono davvero tanti e utilissimi: abbondano i sali minerali come calcio, selenio, fosforo e zinco e sono presenti in quantità significativa le vitamine, soprattutto vitamina A, B2 e B12. Dal punto di vista energetico fornisce un apporto contenuto di calorie, ma contiene una buona quantità dilattosio (attenzione quindi alle intolleranze a questo zucchero).

Si dice che la ricotta sia un alimento magro. E’ vero, rispetto alla maggior parte dei formaggi e a tutti gli altri derivati del latte, ma bisogna tener conto di alcuni aspetti: il siero utilizzato e il tipo di lavorazione. Ci sono in commercio diversi tipi di ricotta e non tutte hanno lo stesso contenuto di grassi, la percentuale varia secondo il tipo di latte utilizzato: quella ottenuta dal latte di bufala è più grassa di quella di vacca e meno di quella di pecora. Inoltre, durante la lavorazione, spesso vengono aggiunti al siero latte o panna per aumentare la cremosità del prodotto, aumentando così il contenuto di lipidi. E’ sempre consigliabile, quindi, leggere l’etichetta che, per legge, riporta la tabella nutrizionale e gli ingredienti. In ogni caso, non dimentichiamo che gli acidi grassi del latte e dei suoi derivati sono prevalentemente di tipo saturo e che si accompagnano a discrete quantità di colesterolo.

FINTO GELATO ALLA STRACCIATELLA

Una ricetta fresca, nutriente, velocissima e decisamente economica. Ideale per la merenda o per un dessert improvvisato. Ingredienti? Due. La ricotta e il cioccolato.

Lavorate la ricotta freschissima con un cucchiaio, per farla risultare ancora più soffice. Riducete in piccoli pezzetti il cioccolato. La scelta di quest’ultimo dipenderà dai gusti dei vostri bambini, ma quello amaro è consigliabile. In questo periodo potrete “riciclare” le uova Pasquali che spesso avanzano e vanno consumate prima dell’arrivo del caldo. Amalgamate gli ingredienti, disponete in ciotoline monodose e mettete a raffreddare in frigorifero. Se lo disponete in un contenitore più grande, una volta raffreddato, potrete ricavare le classiche palline di “gelato”.

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Da diversi anni Eureka porta un contributo alla diffusione dell’educazione alimentare, in tutte le sue aree di intervento, con progetti informativi e con le buone pratiche consolidate nelle cucine degli asili che gestisce.

La collaborazione con gli enti pubblici e con il mondo scientifico ha garantito un aggiornamento e un impegno costanti. Già nel 2014 Eureka è stata riconosciuta come eccellenza per la qualità delle cucine dedicate ai più piccoli nell’ambito del progetto “Pappa e nido”, promosso dall’ASL. Oggi la conferma della validità della direzione intrapresa arriva dal Ministero delle politiche agricole e alimentari e dal Ministero dell’istruzione. La buona notizia è dello scorso febbraio: sono stati assegnati i fondi previsti dal decreto interministeriale[1] per sostenere la qualità biologica nell’alimentazione proposta dalle scuole. Eureka ha ottenuto il marchio di “mensa biologica”, certificato dal Ministero, per ben tre dei quattro nidi premiati in tutta Milano e provincia. Si tratta dei nidi del comune di Peschiera Borromeo gestiti dalla Cooperativa: La bella tartaruga, Il girotondo e La trottola.

Vogliamo qui ribadire l’importanza dell’intervento del Ministero, orientato a promuovere una cultura dell’alimentazione sana e di qualità, partendo proprio dall’ambito dell’educazione. Si favorisce in questo modo una sempre maggiore consapevolezza che dovrà garantire alti standard di qualità alimentare alle future generazioni, coinvolgendo oggi i più piccoli e le loro famiglie.

Sembra proprio, dunque, che l’accordo sia unanime: una alimentazione sana ed equilibrata è fondamentale per lo sviluppo dell’organismo e nella prevenzione e cura delle più comuni patologie.

Ma cos’è un alimento? E come orientarci per riconoscere la qualità dei cibi?

Possiamo definire alimento ciò che l’uomo utilizza per nutrirsi, ma, secondo le moderne teorie dell’alimentazione, ciò che è commestibile non è un alimento se non possiede alcuni requisiti. Un alimento è ciò che contiene almeno uno dei principi nutritivi, essenziali al funzionamento del nostro organismo: carboidrati, proteine, grassi, sali minerali e vitamine. Deve anche avere caratteristiche organolettiche accettabili, cioè deve essere percepito e apprezzato per sapore, odore, colore e consistenza. Altra caratteristica fondamentale è che non contenga sostanze tossiche. E qui il biologico ci viene in aiuto. Un alimento è sano, infatti, quando proviene da una materia prima ben prodotta, da animali allevati o vegetali coltivati senza l’utilizzo di sostanze nocive. E diventa cibo di qualità se è ben preparato, cucinato con metodi che non producano sostanze dannose e che preservino i principi nutritivi, come avviene nelle nostre cucine. Continuiamo così!

[1] Decreto Interministeriale n. 11703 del 29 novembre 2018 “Riparto fondo mense scolastiche biologiche per l’anno 2018”. Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019.

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Fondamentale dopo il parto e nelle prime settimane di vita del bebè, la nonna, spalleggiata dal nonno, dà un supporto affettivo e pratico sia per la puerpera sia per il nuovo arrivato: sa cosa fare e quando. La nonna rassicura, tranquillizza e aiuta davvero, facendo quel che serve.

Soprattutto se non si sostituisce alla madre nel ruolo genitoriale e non cannibalizza il nipotino togliendo spazio ai familiari: il papà prima di tutto, gli altri nonni, zii e amici. Lasciando che la neomadre entri nel ruolo materno come prima attrice, con fiducia in se stessa e con la massima libertà. Senza sentirsi giudicata o ‘supervisionata’ da chi, in teoria, ne sa di più.

Insomma, la nonna ideale sa giocare e ridere di gusto, ma anche tacere e stare al suo posto, anche quando non è d’accordo ed è magari un po’ preoccupata dei metodi della neomamma. Vuole bene al genero senza essere invadente. Adora stare con il nipote ma ha una sua vita completamente autonoma. Lavora, si diverte: sa vivere. C’è, eccome se c’è. Ama. Ma liberamente. E libera anche la mente della figlia/nuora, lasciandole agio quando serve, magari per ritrovare l’intimità “di prima” con la sorella per un cinemino pomeridiano. Tenendole cane e figlio insieme. Ospitando le cene con i cugini… E’ sua complice in un rapporto fluido e felice, nel godersi gli affetti, la vita. Per fortuna queste nonne meravigliose e generose sono tante e in Eureka ne abbiamo e ne conosciamo molte.

E se i nipoti sono lontani? La nonna diventa “virtuale” e utilizza le nuove tecnologie per cantare o raccontare fiabe “dal vero” ai nipotini. Tra malinconia e sorrisi, partecipa alle fasi di crescita grazie ai video con i primi sorrisi, i primi passi, le feste di compleanno e poi, ogni tanto, si gode una settimana intera: o loro qui o noi là.  

Le nonne saranno ricordate e amate, come delle vice mamme. Consigliere sagge e simpatiche che, non dimentichiamolo, sono sempre sostenute dal nonno che sarà l’argomento del nostro prossimo articolo.

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Se il ruolo della nonna è fondamentale a supporto della mamma e per la vita affettiva dei bambini, la figura del nonno non è da meno. Il suo ruolo salta alla ribalta negli ultimi 50 anni partecipando sempre più attivamente alla vita del nipotino e della sua famiglia.

Insieme alla nonna custodisce da sempre la memoria degli avi. I nonni passano il testimone degli affetti e dei ricordi alle generazioni future e sono fondamentali per i nipoti: saranno tra le figure più ricordate e amate. I nonni rappresentano quindi il legame con la storia, la grande storia degli eventi, e quella più intima familiare, che connette il nipote con le generazioni e lo aiuta a recuperare il senso del sé e delle sue radici. Il nonno ha una particolarità: è una delle poche figure maschili che fanno parte dell’entourage educativo di bambine e bambini che sono circondati per lo più da educatrici, maestre e da professoresse (anche i professori sono rari).

Il nonno del 2019, come tanti aspetti della nostra vita, è molto diverso dal nonno anche solo di 25 anni fa. Non ha più la barba bianca e nemmeno il bastone. È un nonno che fa sport e che ha smesso di fumare da tanti anni. Non si vergogna a spingere il passeggino né a giocare ai giardinetti con le nipotine e i nipotini; chiacchiera con le mamme che incontra e scambia opinioni su pannolini e svezzamento.

Insomma, se negli anni 90 in Inghilterra si parlava di “mommy”, i papà che facevano le veci delle mamme, ora possiamo coniare un nuovo sostantivo per questi nuovi nonni che, con entusiasmo, fanno le veci delle nonne.

Ed è in questa nuova veste che il nonno Ignazio dice la sua anche in cucina e ci rivela una storica ricetta da leccarsi i baffi!

Merluzzo del nonno

Il merluzzo con olive taggiasche, capperi e cipolle. Il nonno utilizza il baccalà (merluzzo sotto sale), una tecnica del 1300 DC utilizzata dai pescatori per preservare il pesce e in particolare utilizzata dai Baschi per il merluzzo e poi esportata in tutto il mondo.

Ingredienti

Per 4 persone ( 2 adulti e 2 bambine/i)

baccalà o cuore merluzzo 800 gr. Circa

2 cipolle grosse,

una trentina di olive taggiasche,

una ventina di capperi sotto sale sciacquati bene.

Preparazione

Il baccalà va lasciato a bagno per 3/4 giorni prima di essere mangiato perché bisogna togliere il sale. Il nonno lo taglia in 4 o 5 pezzi così anche l’interno del pesce viene ripulito dal sale in eccesso. Almeno 5 volte nelle 24 ore bisogna cambiare l’acqua. Se non avete tempo o voglia di seguire questo procedimento potete acquista il cuore di merluzzo sotto vuoto e lasciarlo a bagno un paio d’ore prima di cucinarlo. Far rosolare, a coperchio chiuso e con un poco di olio e un poco di acqua (per non far friggere l’olio), le cipolle tagliate a fette. Aggiungere poi le olive, i capperi e il pesce tagliato in 4 o 5 pezzi e lasciar cuocere per circa ¼ d’ora.

Per integrare con i carboidrati complessi usate il sughino del pesce per immergervi il cous cous di grano o di farro integrali. Accompagnate il tutto con la verdura che preferite e che servirete a parte: carote o finocchio crudo oppure zucchine con aglio.

Il nonno vi augura buon appetito!

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Dal 1 gennaio 2019 Eureka! ha assunto la gestione degli sportelli dedicati all’assistenza familiare, promossi dal Piano Sociale di Zona sul territorio del magentino. L’impegno di Eureka, sostenuto dalla decennale esperienza con CuraMI e dalla pluridecennale esperienza sul campo, è anche rivolto alla riattivazione e costruzione della rete territoriale, in collaborazione con i servizi sociali.

Gli sportelli rispondono alle sempre più crescenti necessità di un’assistenza familiare a domicilio centrate sugli effettivi bisogni di cura delle persone in condizioni di fragilità e delle loro famiglie.

Allo stesso tempo, accolgono e accompagnano nella formazione e nella ricerca di occupazione le persone che intendono svolgere l’attività di assistente familiare. Un luogo, insomma, di ascolto, accoglienza e affiancamento rivolto alle famiglie, alle lavoratrici e ai lavoratori.

Il servizio, a disposizione dei cittadini gratuitamente, ha lo scopo di facilitare il reperimento di assistenti familiari, promuovere l’occupazione di coloro che intendono esercitare l’attività di cura e infine assiste sia le famiglie sia le lavoratrici e i lavoratori nella gestione amministrativa del rapporto di lavoro.

In dettaglio, ogni sportello offre alle famiglie:

  •  Colloqui per la valutazione del bisogno di cura e di assistenza.
  •  Profili di assistenti familiari selezionati ed idonei al bisogno considerato (badanti, colf)
  •  Supporto nell’inserimento dell’assistente familiare.
  •  Orientamento alle principali caratteristiche del contratto di lavoro domestico.
  •  Consulenza e supporto nella gestione delle pratiche amministrative.

E alle/agli assistenti familiari:

  •  Colloqui conoscitivi per la valutazione delle competenze.
  •  Inserimento nel registro assistenti familiari del distretto del magentino.
  •  Supporto nella ricerca attiva del lavoro nell’ambito domestico.
  •  Informazioni e consulenza sui diritti e doveri legati alla sottoscrizione di un contratto di lavoro domestico.

Il servizio è attivo nei seguenti comuni, giorni e orari:

  • Comune di Arluno – presso la sede Comunale di via Villoresi, 20 – aperto il martedì dalle ore 9.00 alle ore 12.30, tel. 02 903992351; cell. 3518936989;
  • Comune di Bareggio – presso il Palazzo Comunale in Piazza Cavour – aperto il venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.00, cell. 3408691241/3518936989;
  • Comune di Corbetta – presso la sede Comunale di via Carlo Cattaneo, 23 – aperto il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, tel. 3518936989;
  • Comune di Magenta – presso la sede Comunale di piazza Formenti,1 – aperto il giovedì dalle ore 14.00 alle ore 18.00, tel. 02 9735385; cell. 3518936989

Per informazioni è possibile contattare gli sportelli negli orari di apertura oppure scrivere a: domiciliarita@coopeureka.it.

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Ce l’ho fatta! Domenica 5 Novembre 2017, sono arrivata al traguardo della maratona di New York indossando la maglietta “Pink is good, un progetto della Fondazione Veronesi contro i tumori femminili.

A distanza di poco più di un anno dall’intervento, grazie al quale ho sconfitto il tumore al seno, e dopo 8 mesi di preparazione insieme ad un gruppo di 20 donne, tutte operate come me, ho vissuto questa esperienza davvero incredibile.

Devo dire che la forza e l’incoraggiamento di New York hanno giocato un effetto formidabile, regalandomi un’esperienza che non dimenticherò mai: lungo la strada ho pensato al mio percorso di malattia e di guarigione, poi mi sono concentrata su tutto ciò che c’era intorno a me e mi sono resa conto di quanto meravigliosa possa essere l’umanità. È stata una sensazione bellissima che mi ha portato a guardare avanti.

Ho pensato quanto la prevenzione e la ricerca scientifica siano fondamentali e che noi donne sappiamo essere forti e nessun ostacolo è mai troppo grande, soprattutto se affrontato insieme!

Ringrazio ancora la Cooperativa Eureka! per il supporto che mi ha sempre dato, e che continua tuttora con le iniziative di raccolta fondi.

Se anche voi volete sostenere queste iniziative potete donare a questo link:

https://pinkisgood.fondazioneveronesi.it/

Grazie!

Carla Piersanti

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Continue reading “Una colazione perfetta per partire alla grande!”

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