L’Associazione Essere Insieme organizza a Cascina Cappuccina due seminari particolari dedicati alla relazione con gli animali .

Il primo incontro è un corso di base sulla tecnica Tellington TTouch condotto da Donata Piloni e si terrà il 26 Febbraio 2017.
Il secondo seminario condotto dal biologo Francesco De Giorgio sarà dedicato al Dialogo con L’Animalità e si terrà il 19 marzo.
Per entrambi i corsi è previsto una pausa con buffet vegetariano.

Corso Base TTouch®

Il metodo Tellington TTouch® è un mAssaggio che veicola un mEssaggio: sperimentare nuove sensazioni influisce positivamente sul comportamento e sul carattere dell’animale e sulla sua propensione e capacità ad apprendere.
Il TTouch fonda le sue radici nel Metodo Feldenkrais per il quale le emozioni si esprimono con un atteggiamento corporeo e quindi anche motorio.
E’ un percorso di apprendimento che coinvolge entrambi, animale e umano, permettendo di costruire rispetto e fiducia reciproci. Aiuta il cane a trovare un equilibrio fisico, emotivo e mentale, ad essere in grado di affrontare situazioni di disagio con maggior sicurezza. Il TTouch® oltre a rafforzare la relazione con l’animale aiuta nel recupero post operatorio, aiuta a ridurre stress, paura, timidezza, a superare traumi fisici e non, aiuta a risolvere problemi comportamentali e più in generale contribuisce al benessere psicofisico dell’animale di qualsiasi età.

Bio

“Sono cresciuta con i cani e non potrei immaginare la mia vita senza loro. Sono stati loro a portarmi su questa strada, a spingermi ad intraprendere un percorso in campo cinofilo; ma soprattutto uno, Peter, maestro e compagno impareggiabile col quale scoprii il TTouch® che cambiò le nostre vite per sempre.” – Donata Piloni, Educatore Cinofilo e Tecnico Mobility Dog

Data: Domenica 26 Febbraio 2017 h. 9.30-17.30 a Cascina Cappuccina

Programma
– Chi è Linda Tellington Jones e come ha sviluppato il suo metodo
– Perchè e come funziona il TTouch®
– I tocchi e i bendaggi
– La conduzione con due punti di contatto

Il corso sarà strutturato in parti teoriche e parti pratiche e verrà rilasciato attestato di partecipazione.

Partecipanti
Massimo 12 persone

Costo di partecipazione
€ 70 comprensivo di tessera associativa
* Parte del ricavato sarà destinato alle cure e alle sedute di fisioterapia di Ice* https://www.facebook.com/groups/835753606530981/?fref=ts

Dialogando con l’animalità

Un seminario teorico-pratico sul dialogo con l’Animalità rappresenta un’importante possibilità di sviluppo per umani, professionisti e non, che si muovono negli ambiti di convivenza con gli animali. Riconoscere e valorizzare il valore intrinseco di ogni animale può offrire strumenti innovativi nella relazione e un valido supporto nel riconoscere e valorizzare l’animalità esterna e interna a noi. Questo significa lasciare spazio a nuovi paradigmi interpretativi e applicativi, che possono apportare nuovo ossigeno agli svariati campi di vita personale e professionale.

Data: Domenica 19 Marzo 2017, h 10-17 a Cascina Cappuccina

Programma

Learning Animals parte dal punto di vista dell’animale, riferendosi alla sua qualità di vita mentale, emozionale e relazionale.
Francesco De Giorgio guiderà i partecipanti nell’analisi di temi quali:
– cornice scientifica e risvolti politici
– cosa significa preservare o recuperare le abilità cognitive animali
– conoscere un approccio diverso guardando con curiosità anche il nostro lato più selvaggio
– come si traducono tutti i presupposti di etica, soggettività e cognizione animale in una pratica consistente coesistente con la teoria.

Bio

Francesco De Giorgio è un biologo, docente e ricercatore indipendente in etica, soggettività e cognizione animale, che lavora con atenei internazionali. È membro di diverse società scientifiche, culturali, di Critical Animal Studies che trattano la relazione tra gli umani e gli altri animali.

Una vita di esperienza nella relazione con cavalli e cani.
www.learning-animals.org
www.animalinapprendimento.com

Partecipanti
Massimo 20 persone

Costo di partecipazione
€ 120 comprensivo di tessera associativa

Chiusura iscrizioni
20 febbraio 2017

Informazioni ed iscrizioni

Associazione Essere Insieme ASD

email: essereinsieme@hotmail.com
tel: 320/48.92.653

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Come mai la matematica è così difficile? Ed è davvero così difficile? Gli esperti del COSS cercheranno di fare luce sull’apprendimento della matematica in un incontro aperto a tutti i genitori.

Sempre maggiore è la difficoltà che bambini e ragazzi incontrano nello studio della materie scientifiche e in particolare della matematica. In questi anni di grandi cambiamenti in ambito scolastico e di didattica, di “diffusione” di certificazioni di disturbi specifici di apprendimento, come è possibile muoversi serenamente in ambiente di apprendimento?

Cosa vuol dire apprendere quando si parla di matematica? Spesso abbiamo l’impressione che gli alunni abbiano una consapevolezza molto vaga di quello che stanno o che hanno capito. “Hai studiato per il compito in classe?”, chiedono i genitori. “Sì, ho imparato tutte le formule, e per sicurezza le ho anche scritto su un bigliettino”, risponde il ragazzo. È evidente che questa è una visione molto limitata e limitante dell’apprendimento in matematica.

Poi, il voto del compito in classe, dell’interrogazione o della verifica arriva a misurare quanto hanno saputo fare, o ripetere, in risposta a una consegna dell’insegnante. Spesso questo risultato è per l’alunno imprevedibile e viene visto quasi come il frutto di circostanze casuali, a causa delle quali un esercizio non è stato finito, una procedura si è inceppata, un calcolo non è tornato… in matematica, più che in altre discipline, è molto difficile per i ragazzi autovalutarsi.

“L’avevo studiato benissimo, ma non sono riuscito a fare un esercizio semplicissimo”. Oppure al contrario “Mi faccia fare gli esercizi, a casa mi vengono sempre, ma non mi chieda le definizioni”, o ancora “Lo sapevo perfettamente e l’ho anche spiegato  a mezza classe, però non ho saputo dirlo”. Queste sono frasi tipiche, che tutti abbiamo sentito ripetere dai nostri alunni. Tutto questo non deve stupirci. L’apprendimento in matematica è il risultato di processi complessi, dalle molteplici sfaccettature, che richiedono un lavoro articolato in cui si intrecciano momenti di interazione con l’insegnante e con i compagni e fase di riflessione e rielaborazione completamente personale, costruzioni metodiche e salti nell’ignoto, memoria e fantasia.

Un apprendimento riuscito in matematica è da considerarsi un ottimale combinazione di apprendimenti specifici e distinti. In matematica, infatti, non basta aver costruito un concetto, ma occorre saperlo usare per effettuare calcoli o per dare risposte negli esercizi, combinarlo con altri e con strategia opportune per risolvere problemi. Occorre saper spiegare a se stessi e agli altri il concerto costruito e la strategia eseguita, occorre saper far uso sapiente delle trasformazioni semiotiche che permettono di passare da una rappresentazione all’altra.

Quando uno studente fallisce in matematica è troppo sbrigativo dire che non ha raggiunto gli obiettivi attesi. In realtà in che cosa ha fallito? Non ha capito i concetti? Li ha capiti e non sa usarle per risolvere i problemi? Sa effettuare i calcoli e citare le definizioni ma non sa a che scopo? Ha costruito i concetti ma non riesce a comunicare? Ha risolto un problema e non sa dire come? Non sa gestire i cambi di rappresentazione semiotica che sempre la matematica richiede dai suoi primi passi? Come si fa a intervenire per recuperare, se non si sa determinare con precisione la causa dell’errore? Uno stesso errore può avere molte cause diverse.

Nell’incontro di Mercoledi 15 Febbraio 2017 alle ore 16 presso il Centro Parrocchiale di San Donato, gli esperti del COSS cercheranno di dare una risposta a queste domande per aiutare i genitori ad identificare i problemi di apprendimento della matematica. I posti sono limitati e si consiglia la prenotazione.

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Dall’Aprile 2016 Eureka!, è entrata nel programma di Promozione della Salute negli ambienti di lavoro o WHP (Workplace Health Promotion) promosso dalla ASL Milano 2, ora ATS Città Metropolitana.

Il proggetto rappresenta il risultato degli sforzi congiunti dei datori di lavoro, dei lavoratori e della società (ASL, Comuni, ecc) per migliorare la salute e il benessere nei luoghi di lavoro.

Studi ed esperienze dimostrano che gli investimenti indirizzati al miglioramento della propria salute e del proprio benessere, conducono ad una riduzione delle malattie e dei tassi di mortalità.

Il programma, validato dalla Regione Lombardia, prevede un percorso di realizzazione di buone pratiche della durata di tre anni, suddiviso in 6 aree tematiche :

– Promozione di un’alimentazione corretta
– Benessere Personale e Sociale e Conciliazione Famiglia- Lavoro
– Contrasto al fumo di tabacco
– Promozione dell’attività fisica
– Sicurezza stradale e mobilità sostenibile
– Alcool e dipendenze

Eureka! ha scelto, per il primo anno, le prime due aree tematiche in elenco. La promozione di un’alimentazione corretta ha previsto una serie di azioni di sensibilizzazione e di diffusione di buone pratiche: le porzioni corrette, gli alimenti potenzialmente nocivi e quelli sani, gli spuntini salutari, l’utilizzo del sale, l’invio a tutti i soci/dipendenti di due/tre mail a settimana contenente suggerimenti pratici, ecc…
La seconda area tematica “Promozione del benessere personale e sociale” ha sviluppato e ampliato i seguenti punti: part time temporaneo e reversibile; flessibilità del lavoro e “smart work”; banca ore; ferie ad ore; permessi e/o congedi parentali oltre gli obblighi di legge; sportello di ascolto sul benessere organizzativo ed individuale, gruppi di acquisto solidale, ecc…

A fine dicembre 2016, presso l’università Statale di Milano, ha avuto luogo il 2° Convegno Luogo di Lavoro che Promuove Salute. Durante il convegno Eureka!, insieme alle altre 50 aziende aderenti all’iniziativa, è stata premiata con una targa di accreditamento per l’anno 2016. Eureka!, ad oggi, è l’unico ente no profit che partecipa al programma di promozione della salute negli ambienti di lavoro.

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Il 2016 ha visto Eureka coinvolta in tanti nuovi progetti sociali, dall’apertura di nuovi asili e l’inaugurazione ufficiale di Cascina Cappuccina all’inizio dei servizi di terapia con gli animali.

Ma in questo periodo in cui si tirano le somme sull’anno che va concludendosi, ci fa piacere parlare in particolare di un progetto che da sempre è molto vicino a noi. Nel 2016 Eureka! cooperativa sociale, è  infatti diventata socio sostenitore della Fondazione Don Gino Rigoldi.

Negli anni Eureka! ha condiviso tanti percorsi con Don Gino Rigoldi, figura straordinaria che ha scelto, anche fisicamente, di vivere accanto alle persone più fragili e di sostenerle nell’integrazione sociale. 

Accogliente – intelligente – creativo – empatico – ironico – Don Gino ha sempre coinvolto nei  suoi progetti amici, sostenitori e entità diverse riconoscendo la specificità di ognuno e rendendo così unica e appagante l’esperienza di fare volontariato. L’integrità e la concretezza di don Gino è apprezzata anche da coloro che sono agnostici o atei e che lo chiamano affettuosamente Gino.

Da oltre quarant’anni Don Rigoldi è cappellano dell’Istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano, un’attività che già nel 1975 sfocia nella fondazione di Comunità Nuova , un’associazione mirata al reinserimento dei giovani nell’ambito scolastico e lavorativo dopo una pena detentiva. Nel 1999 Don Rigoldi allarga la sua attività in campo internazionale costituendo Bambini in Romania, un’associazione che organizza campi estivi di volontariato presso istituti e comunità di orfani in Romania e Repubblica Ceca.

Infine nel 2015 nasce la Fondazione Don Gino Rigoldi con l’intento di proseguire a diffondere la cultura della solidarietà e a sostenere progetti e servizi che rispondano ai bisogni di giovani meno fortunati.  Già nel suo primo anno di attività la Fondazione ha realizzato e/o messo in cantiere diversi progetti riguardanti formazione, lavoro e casa, ovvero, i temi più urgenti che toccano i giovani. La Fondazione ha deliberato un sostegno economico al progetto 4Vie per incrementare l’offerta formativa a ragazze e ragazzi che, per diversi motivi, sono esclusi dall’accesso al lavoro. Un altro progetto importante per la Fondazione punta a mettere in relazione le attività artigianali che rischiano di chiudere (non per mancanza di commesse ma di ricambio generazionale) con i giovani in cerca di lavoro

Ammirando e condividendo la personalità e il metodo di lavoro basato sulla cooperazione e l’accoglienza di Don Gino,  Eureka! ha messo il proprio potenziale al servizio dei progetti da lui ideati affiancandolo dove possibile nella lotta all’emarginazione sociale e sostenendolo sempre nella sua opera di divulgazione

Nel tempo Eureka! ha collaborato con Don Gino in alcuni percorsi a sostegno dei giovani verso l’autonomia come gli inserimenti lavorativi e l’accompagnamento alla gestione di sé stessi, della casa e delle risorse economiche ( il pagamento di affitto e bollette; l’importanza di cucinare, di pulire e di curarsi anche dal punto di vista della salute, ecc…).

Eureka! non poteva perciò mancare all’inaugurazione della nuova sede dell’associazione Comunità Nuova  – CN L’HUB  -festeggiata a dicembre con l’asta di beneficenza e il consueto pranzo di Natale realizzato dallo chef Davide Oldani, in collaborazione con lo chef Andrea Berton. Per l’occasione molti personaggi dello spettacolo si sono prodigati aiutando in cucina e in sala come camerieri.  

L’evento ha dimostrato ancora una volta le eccezionali risorse e le energie per combattere l’emarginazione che sono presenti nelle nostre comunità.

In un paese come l’Italia con il 36% di disoccupazione giovanile, Eureka condivide con Don Gino Rigoldi l’importanza di investire sui giovani, tutti i giovani, e soprattutto di sostenere i più fragili. I giovani sono il futuro e solo una società inclusiva e solidale può generare un futuro migliore. Con questo pensiero finale per il prossimo anno auguriamo a tutti di proseguire insieme con forza e serenità in questo percorso verso il futuro.

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“Condivisione e ascolto”, questi sono i due concetti chiave che, nelle parole di Chiara Deodato di Eureka!, hanno fortemente caratterizzato il contributo della cooperativa all’evento dello scorso 25-26 Novembre 2016 tenutosi a Laveno Mombello, in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne.

“Stiamo Insieme”, iniziativa proposta dal Comune di Laveno Mombello a cui anche Cooperativa Sociale Eureka! ha partecipato sin dalla sua definizione, insieme a diverse realtà e istituzioni del territorio, si è rivelata un ottimo contesto di riflessione sulla violenza in senso lato.

Da una parte è emersa una forte condivisione, con le istituzioni, con gli enti preposti e le associazioni presenti, del medesimo impegno e attenzione verso una tematica così stringente e dell’idea di una politica di genere che si basi sull’inderogabile rispetto dei diritti delle donne.

Allo stesso tempo ascolto, in tutte le sue sfaccettature.

Ascolto a partire dal proprio corpo, attraverso pratiche come la biodanza e la respirazione emozionale, entrambe proposte all’interno del programma e le cui sessioni sono state ospitate presso l’Ostello Casa Rossa di Laveno Mombello, gestito da Eureka!.

Ma soprattutto ascolto dei giovani. Dei loro vissuti e dei loro punti di vista. Attraverso l’intervento proposto da Eureka! del pedagogista Christian Castangia, da sempre appassionato di cinema, che negli anni ha realizzato una serie di cortometraggi su temi difficili ma inevitabili come l’autismo, la violenza assistita, il bullismo, la bulimia e la violenza sulle donne, adottando la produzione audiovisiva quale strumento educativo-didattico, nonché di dialogo, col mondo dei bambini e dei giovani.

Da una parte la proiezione del corto “Io Bullo”, con le classi III della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “G. B. Monteggia” di Laveno Mombello. “Io Bullo rappresenta l’interfaccia di un fenomeno, quello del bullismo, spesso indecifrato se non negato nei diversi contesti in cui si manifesta”, ha commentato Chiara D. in seguito alla proiezione. “Un esempio atto a contrastare la diffusa dialettica che mette in relazione il bullo, visto come carnefice, e la sua vittima. Un gioco rovinoso e ingannevole che altera la percezione di chi sia, alla stregua di tutto, la vera vittima.”

Indignazione, malessere e senso di responsabilità generale sono solo alcuni degli elementi emersi durante il dialogo seguito alla proiezione. Ai ragazzi infatti, su invito di Castangia, è stato proposto di scrivere e commentare, in forma anonima, ciò che la proiezione avesse suscitato loro. Nelle parole di Castangia “la lettura dei loro pensieri, da parte dei professori ed adulti presenti, ha permesso di dare voce e sostanza a ciò che i giovani vedono, vivono e pensano”.

Infine, la proiezione de “L’Amore Impossibile”, corto proposto ai ragazzi delle classi IV e V del Liceo Scientifico Opzione Scienze applicate “V. Sereni”. Una storia vera, non una fiction. Ma che tratta di una realtà difficile, quella della violenza assistita, che fa male alle donne e agli uomini, indistintamente. E che ha suscitato, nei giovani presenti, sentimenti di empatia, di frustrazione e di apertura a vicende della propria sfera personale.

L’esperienza dei corti e del dialogo aperto con i giovani studenti, insieme all’intenso programma dedicato al tema della violenza, pongono le basi per un dialogo aperto su una questione che ha nel 25 Novembre la sua data simbolo, ma che oggi come domani richiede costante attenzione. 

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Le festività sono sempre un ottima occasione per organizzare atelier artistici con i bambini. I laboratori creativi sono da sempre un elemento fondamentale dell’approccio pedagogico di Eureka.

Gli atelier realizzati nei nostri spazio creano quegli oggetti e piccole idee regalo da conservare come ricordo di questi anni speciali nella vita dei bimbi.

In queste occasioni nidi, ludoteche e spazi gioco gestiti da Eureka! sono in grande fermento per organizzare i laboratori che prevedono anche alla partecipazione dei familiari. Ci teniamo a coinvolgere proprio tutti. Bambini, genitori, nonni, educatrici partecipano divertendosi nella costruzione artistica di oggetti originali che nascono dalla fantasia di ogni partecipante. Ognuno, adulto o piccino che sia, si sperimenta nei laboratori che offrono strumenti, mezzi e tecniche  diverse ma non suggeriscono soggetti definiti, per lasciare che ognuno sprigioni la propria curiosità e si esprima consentendo alla mano di esercitarsi e di diventare sempre più esperta, versatile, creativa e flessibile.

Il motto dei laboratori in Eureka è “non dire cosa fare, ma come fare” tanto che nei nostri atelier non è importante il prodotto finale, bensì il processo mentale che porta ognuno a progettare e realizzare consapevolmente quel prodotto finale, sviluppando contemporaneamente una serie di competenze trasversali, come il teamworking, il problem solving e il decision making che utilizzerà nel corso della sua vita.

La gratificazione data dal veder nascere dalle proprie mani un oggetto, accresce l’autostima e dilata la consapevolezza di saper fare e del poter creare, aiutando, soprattutto i bambini, a crescere con la capacità di sapersi re-inventare nella vita e di trovare nuove soluzioni a problemi o difficoltà quotidiane. Per gli adulti è un momento di relax creativo, di contatto con l’infanzia che è dentro ognuno di noi, dando voce, attraverso il fare, alle proprie emozioni e vissuti.

I laboratori sono pensati come contesto di apprendimento interattivo e plurisensoriale dove la curiosità, la fantasia, la creatività, il pensiero divergente possono essere sollecitati e allenati attraverso la manipolazione, l’esplorazione sensoriale dei materiali, il progettare, il fare, e lo sperimentare tecniche e regole artistiche, condividendo il motto montessoriano “aiutami a fare da me”.

L’uomo che agisce da sé, che impiega la sua forza nelle proprie azioni,

conquista se stesso, aumenta le sue facoltà e si perfeziona.

Gli uomini delle future generazioni saranno uomini forti,

quanto a dire indipendenti e liberi

(Maria Montessori, La scoperta del bambino)

Gli atelier artistici aperti alla famiglia sono una componente importante dell’educazione presso gli asili e ludoteche gestite da Eureka, oltre al periodo natalizio vengono svolti in diverse occasioni durante l’anno per esempio per Halloween e Carnevale.

Per sapere quando e dove vengono organizzati i laboratori, chiedi alla coordinatrice del tuo nido o spazio gioco, per vedere i lavori realizzati o seguici su Facebook.

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Ogni anno, la Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini celebra l’approvazione della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia approvata all’unanimita’ dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 Novembre 1989.

In occasione di questa ricorrenza riproponiamo alcuni stralci dal convegno “Tra il dire e il fare.. l’asilo ideale: buone prassi nella qualità per i servizi 0-6 anni” Eureka! ha promosso lo scorso dicembre e che sottolineano l’importanza del diritto all’accoglienza e all’accettazione dei bambini.

In particolare due interventi hanno trattato questo aspetto dei diritti dei bambini: quello del Prof. Fulvio Scaparro e quello di Don Gino Rigoldi.

Il Prof. Scaparro, fondatore dell’Associazione GeA-Genitori Ancora, ha sottolineato come la buona qualità dell’accoglienza in una scuola, struttura, comunità, sia un diritto fondamentale dei bambini in quanto gioca un ruolo fondamentale nel loro sviluppo. Secondo Scaparro, l’accoglienza non può dunque prescindere da:

– accettazione, contenimento, vicinanza, ascolto

– cura, accudimento, istruzione, guida;

– introduzione al mondo, promozione delle capacità, dell’autonomia e dell’indipendenza.

“Ciascuno di questi momenti è preparatorio all’altro e tutti sono interdipendenti, nel senso che, ad esempio, non si ha buona cura senza accettazione e non si promuovono efficacemente le capacità di alcuno, se non lo si accetta, ascolta e cura.”

L’intervento di Don Gino Rigoldi, cappellano del Beccaria, fondatore di Comunità Nuova, Bambini in Romania e Presidente della neo-nata Fondazione Don Virginio Rigoldi, ha invece evidenziato che dietro al diritto all’accoglienza c’è il bisogno essenziale, per ogni essere umano, all’accettazione. Al convegno Don Rigoldi ha infatti spiegato:

“Qualunque bisogno una persona esprima, la risposta non è solo nella erogazione di un bene o di un servizio, perché il bisogno comune a tutti, il primo bisogno anche se spesso inespresso, è di sentirsi ascoltati e accolti. La cultura del non coinvolgimento emotivo, oggi sempre meno seguita da parte di chi opera con le persone, è frutto, credo, di un equivoco: il sentimento verso coloro ai quali dedichiamo la nostra opera non deve produrre una sofferenza condivisa, ma un impulso a trovare insieme soluzioni ai problemi.”

“I bambini sono sono il nostro tesoro piu grande. Sono il nostro futuro”

(Nelson Mandela)

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Il 25 e 26 Novembre 2016, a Laveno Mombello, in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, Eureka! partecipa  all’iniziativa “Stiamo Insieme – Momenti di riflessione sulla violenza di genere”.

Una due giorni ricca di iniziative, incluse mostre, presentazioni di libri sul tema, incontri con associazioni ed enti impegnati nel sostegno alle donne e a tutte quelle persone che vivono esperienze di violenza e disagio.

Questo progetto, frutto della volontà e partecipazione di numerose realtà ed enti del territorio, ha visto coinvolta sin dalla sua definizione, anche la Cooperativa Sociale Eureka! di San Donato Milanese, realtà nata dalla volontà di tre donne, nell’ambito di un finanziamento europeo per l’imprenditoria femminile, che da sempre applica una politica di genere basata sul rispetto e sulla parità di diritti e doveri e che nella provincia di Varese opera in ambito socio-educativo, oltre a gestire l’ostello Casa Rossa a Laveno Mombello e la falegnameria Xiloidea di Barasso.

All’interno dell’intenso programma, la mattina di Sabato 26 Novembre Eureka! ospita, presso l’Ostello Casa Rossa, due proposte aperte al pubblico. Dalle ore 10 alle ore 11.30, Concetta Sciglitano tiene una sessione di Biodanza, alla quale è possibile partecipare su prenotazione. Dalle ore 11.30 alle ore 12, Aatif Falcetta, già protagonista, lo scorso Ottobre, della conferenza gratuita sull’aromaterapia tenutasi all’ostello, invita ad una sessione sulla Respirazione Emozionale.

Nella medesima mattinata, la Cooperativa propone l’intervento di Christian Castangia, pedagogista-regista di Iglesias che, all’interno della sua associazione socio-culturale TUTTO CAMBIA -Liberi di essere, ha realizzato da diversi anni una serie di cortometraggi che affrontano il tema del bullismo e della violenza di genere, affrontando l’argomento anche in contesti scolastici ed educativi.

Gli eventi aperti agli studenti degli Istituti scolastici che hanno accolto l’iniziativa sono due. Dalle ore 9 alle ore 10.20, per le classi III della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “G.B.Monteggia” ci sarà la proiezione del cortometraggio IO BULLO. Successivamente, dalle ore 10.30 alle ore 12, con i ragazzi delle classi IV e V del Liceo Scientifico Opzione Scienze applicate “V. Sereni”, la proiezione de L’AMORE IMPOSSIBILE. Al termine delle singole proiezioni, l’autore e gli studenti dialogheranno sui temi emersi. Entrambe gli eventi avranno luogo presso Villa Frua, con la collaborazione del Comune e della biblioteca di Laveno Mombello, grazie anche al supporto tecnico della associazione culturale L’Immaginario.

Eureka partecipa ad evento contro la violenza sulle donne a Laveno Mombello
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Venerdi 11 Novembre 2016, Laura Bortolotti ha presentato l’esperienza di Eureka! nel campo dello smart work all’incontro organizzato da Associazione IRENE all’interno del progetto di ATS Città Metropolitana “Conciliazione In Pratica (CIP) La piccola impresa si innova”.

Il LAVORO AGILE, o SMART WORKING, in Eureka è sinonimo di attività che, all’interno dell’orario di lavoro, possono essere svolte in luoghi e orari scelti dal dipendente e che non necessariamente coincidono con la loro sede di lavoro.

Come abbiamo avviato il lavoro agile in Eureka

Innanzitutto abbiamo valutato le specificità interne della cooperativa e cercato una coerenza con gli obiettivi e la strategia di business. Poi abbiamo svolto degli incontri a piccoli gruppi con il personale per trovare equilibri che andassero incontro alle esigenze e alle aspirazioni delle persone, ascoltando bisogni e consigli.  Abbiamo iniziato la sperimentazione e ne abbiamo verificato la bontà e le eventuali criticità.

Nel tempo abbiamo verificato, attraverso la soddisfazione del personale, che la flessibilità spazio-temporale sta impattando in modo positivo sulla gestione familiare con un beneficio in termini di serenità sia in famiglia sia sul lavoro. Permette inoltre di valorizzare talenti femminili che altrimenti rischiano di essere sprecati e che in Eureka rappresentano quasi il 100% dei dipendenti.

L’applicazione del lavoro agile è basata sulla fiducia tra azienda Eureka e dipendenti,  su una metodologia di valutazione di raggiungimento degli obiettivi, sul senso di responsabilità di ognuno e la capacità di valutare le priorità.

Per il lavoro agile ci siamo avvalse delle nuove tecnologie come il WI-FI, gli smartphone, i portatili, le app, il cloud e, perché no!, whatsapp! Nelle nostre sedi (centrale e operative), sono predisposti spazi e connessioni per coloro che, dovendo passare per fare riunioni o per consegnare documenti,  prolungano il loro tempo di permanenza per svolgere altre parti del loro lavoro.

Quando viene applicato il lavoro agile

Il lavoro agile si attua quando il dipendente può svolgere un lavoro non a fronte utenza, quindi non durante l’apertura di sportelli o di servizi -quali ad esempio l’asilo nido, bensì per la stesura di relazioni, progetti e resoconti, budget, public relation, organizzazzione del lavoro (mail, telefonate), e anche per quanto riguarda la formazione (lettura di libri, articoli o filmati anche su web) ecc… 

Il dipendente può scegliere anche il dove: da casa, in un altro servizio, ecc…

Le esperienze dirette

Antonella: “Spesso da casa svolgo quei lavori che sono delicati e richiedono concentrazione. Oppure quando accompagno mio figlio ai corsi, mentre attendo che lui finisca, verifico i progetti pedagogici utilizzando il personal computer.”

Laura: “Talvolta, per evitare gli ingorghi del mattino, gestisco mail e gruppi di lavoro whatsapp da casa ed esco dopo le ore 9, quando la viabilità è scorrevole guadagnando in tempo e in salute.”

Elisabetta: “Il lavoro agile è comodissimo perché ha migliorato l’equilibrio tra la mia vita personale e quella lavorativa. Inoltre è per me fonte di grande soddisfazione professionale organizzare scadenze, obiettivi e orari in autonomia.”

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Nel contesto attuale, la cooperazione sociale opera in un scenario disorganico che rende difficile tracciare con chiarezza prospettive a medio-lungo termine.

La cultura dominante del pensiero unico economico sul fronte imprenditoriale, s’è tradotto nel verbo manageriale della crescita e della competizione e anche “la Pubblica amministrazione tutto ha fatto per asservire la cooperazione sociale alle proprie prospettive ed esigenze, anziché valorizzarla come soggetto autonomo. Anche in questo caso l’elemento che…ha fatto più male e stata la sacralizzazione della competizione, costruita su una banale e in realtà infondata presupposizione di legalità amministrativa, ma in realtà legata al permanere di una visione profonda…antitetica alla sussidiarietà”( 1).

Ne è derivata la difficoltà diffusa a contrattare con la pubblica amministrazione che utilizza soprattutto la gara d’appalto:

  • le gare d’appalto pubbliche hanno durate brevi e non permettono investimenti e nemmeno la realizzazione di progetti a lunga scadenza. Le leggi di settore favoriscono inoltre una progressiva contrazione e frammentazione delle risorse e la riduzione delle progettazioni di alcuni tipi di intervento;
  • le commissioni di gara spesso sono composte da persone non del settore; la valutazione non richiede indici concreti; i capitolati non sempre sono chiari e quindi la valutazione dei contenuti non sempre coerente; la difficoltà di essere obiettivi può essere ridotta dalla presenza di un esperto nella comunicazione come per esempio uno psicologo.
  • è difficile costruire un nuovo e originale welfare fondato sulla sussidiarietà. Infatti il welfare attuale risulta carente di risorse e non in grado di sostenere e generalizzare forme imprenditoriali di cittadinanza attiva.

Cosa fare allora? Le riflessioni e i percorsi analizzati che riguardano le imprese sociali sono tanti. Per esempio mettere in campo un forte processo di innovazione nell’organizzazione dei servizi di welfare senza schiacciare un costo del lavoro già al limite della sostenibilità per le persone e realizzare una base univoca per evitare che il “fare impresa” si basi sulla speculazione dei lavoratori. A questo proposito ci viene incontro il nuovo codice degli appalti (N° 50 del 1804/2016 – comma 7 art. 95) che non prevede più offerte economiche bensì un budget definito dalla Pubblica Amministrazione uguale per tutti i concorrenti. Agli operatori il compito di presentare ognuno la propria proposta progettuale. Un altro percorso in atto in diverse regioni è la partecipazione congiunta dei soggetti pubblici e del privato sociale nell’erogazione di servizi, che secondo noi rappresenta un presupposto qualitativo imprescindibile e non surrogabile. Un processo che comporta una condivisione di strumenti e mezzi e una rivisitazione delle modalità di affidamento dei servizi sociali ed educativi e che si basa sulla coprogettazione e sull’accreditamento. A questo proposito può risultare efficace mettere in campo, nel processo di co-progettazione, anche la formazione congiunta tra il Terzo Settore e l’Amministrazione Pubblica con l’obiettivo comune di essere al servizio dei cittadini favorendo altrettanto una de-burocratizzazione e una progettazione realmente fondata sulle esigenze del territorio.

Articolo Di Laura Bortolotti, pubblicato sulla rivista “Bambini”, Settembre 2016

1) Felice Scalvini – La cooperazione sociale motore dell’imprenditoria, Cooperatives Europe ed Euricse (European Reserch Institute on Cooperative and Social Enterprises)

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